Ennio e Tina

Amore sconfinato per i luoghi


Passo dopo passo, sulla linea di confine tra la terra e il mare, tra le rocce scoscese e il blu intenso del Mediterraneo, percorrevano i sentieri, adagiando il cammino sull’andatura della costa, a tratti in salita e a tratti in discesa. Tali sentieri si snodavano lungo un paesaggio mozzafiato a picco sul mare con splendide vedute sulla linea della costa, speroni rocciosi cosparsi di euforbia e fichi d’india. Un susseguirsi di ampie curve, dietro le quali si scorgevano, di volta in volta, i testimoni di un vita contadina oramai dimenticata: pajare, muretti a secco e mantagnate, vere e proprie mura di pietre realizzate per riparare la zona costiera, un tempo coltivata, dal vento proveniente dal mare, carico di salsedine.

Di tanto in tanto un riparo li invitava a sedersi per ammirare il magnifico riflesso del sole sulle acque del mare, acceso e scintillante nelle ore del primo mattino, più dolce e soffuso nel pomeriggio. Uno scivolo roccioso, li conduceva ad uno stretto valico naturale di sassi ammucchiati, dietro al quale scorgere uno scorcio di Salento che in pochi conoscevano. Varcata la soglia del piccolo ingresso, provarono la sensazione di essere infinitamente piccoli dinanzi alla bellissima vista radiosa che gli si parò davanti, con alle spalle la pajara e uno spettacolare anfiteatro affacciato sul mare.